Chi è l’Ortottista?

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Oggi voglio proporvi il seguente articolo scritto dalla collega Miriana Vassallucci, Dott.ssa Ortottista ed assistente in oftalmologia, ribadendo l’importanze del lavoro di equipe e dell’intervento multidisciplinare.

Buona lettura

 

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L’Ortottista è un professionista sanitario che ha conseguito la laurea in “Ortottica ed assistenza oftalmologica”, appartenente alla facoltà di Medicina e Chirurgia.

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L’ortottista si occupa di:

  • Prevenzione, valutazione e riabilitazione dei disturbi visivi che impediscono una «visione binoculare» normale (la visione dei due occhi insieme);
  • Strabismo a tutte le età: l’intervento dell’ortottista nel bambino ha lo scopo di individuare precocemente l’ambliopia (il così detto “occhio pigro”) e di riabilitare la motricità oculare. Nell’adulto invece mira a risolvere dal punto di vista funzionale il problema della diplopia (o visione sdoppiata);
  • Studio dei movimenti oculari, essenziali nella letto-scrittura e nei disturbi dovuti alla cattiva postura;
  • Ipovisione, in età pediatrica ed adulta;
  • Esame della refrazione;
  • Esami strumentali oculistici Es: esame del campo visivo, tonometria, topografia corneale, OCT, esami elettrofisiologici ecc.;
  • Assistenza nella sala operatoria in interventi di chirurgia oftalmica.

Svolge la sua attività in collaborazione con Medici ed altre Professioni sanitarie, nelle vesti di libero professionista o come dipendente presso diverse strutture:

  • Strutture del Servizio Sanitario Nazionale o analoghe strutture private (ospedali, cliniche, ambulatori, studi medici)
  • Servizi di Neuropsichiatria Infantile e di Riabilitazione
  • Centri di Ipovisione

 

La riabilitazione ortottica nei DSA, ADHD e DCDort3

Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione degli esperti riguardo il disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), perché sono cambiate le nostre esigenze visive e culturali. I bambini con DSA vengono seguiti da un’equipe multidisciplinare, che include lo psicologo, il neuropscichiatra infantile, il logopedista, il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, l’oculista ed anche l’ortottista. La presa in carico del paziente è infatti un processo integrato e continuativo che garantisce interventi utili a ridurre il disturbo ma soprattutto a favorire l’inserimento scolastico, sociale e lavorativo del piccolo paziente.

Il disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) può riguardare:

  • Dislessia, disturbo nella lettura
  • Disortografia, disturbo nella scrittura
  • Disgrafia, disturbo nella grafia
  • Discalculia, disturbo nelle abilità di numero e calcolo

Spesso nel bambino sono presenti due o più di queste condizioni di DSA, e possono associarsi a disturbi neuropsicologici, tra cui il disturbo dell’Attenzione con Iperattività (ADHD) e il deficit di coordinazione motoria (DCD).

La figura dell’ortottista nei DSA, ADHD e nei DCD valuta e riabilita, se necessario, i movimenti oculari (saccadici e lenti di inseguimento), fondamentali nelle attività di lettura, scrittura e correttezza ortografica. Diversi studi hanno infatti dimostrato che i movimenti oculari, se alterati, possono influire sulla resa scolastica del bambino sommandosi ad eventuali difficoltà di base ed interferendo anche sull’attenzione e la concentrazione.

Il trattamento ortottico avrà quindi lo scopo di potenziare la correttezza e la precisione dei movimenti oculari, delle abilità oculo-motorie e visuo-percettive, aiutando così il bambino non solo nello svolgimento delle attività scolastiche ma anche in tutte quelle attività di vita quotidiana che vedono interessate queste abilità.

Attenzione: Una visita oculistica di routine, specialmente se non associata ad una valutazione ortottica, può non identificare la difficoltà nei movimenti oculari!

 

Che cos’è l’Ambliopia?

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L’Ambliopia, conosciuta come “occhio pigro”, consiste in un’alterazione della funzione visiva che si traduce in una diminuzione dell’acuità visiva (visus) non correggibile con gli occhiali. Si manifesta in età infantile e può migliorare se si interviene tempestivamente. Le cause più frequenti dell’insorgenza dell’ ”occhio pigro” sono: strabismo, difetti refrattivi non corretti (miopia, ipermetropia ed astigmatismo), differenza di difetto di vista tra un occhio e l’altro, anomalie presenti alla nascita (come abbassamento della palpebra o cataratta). La terapia antiambliopica deve essere iniziata il prima possibile e consiste perlopiù nell’uso di bende oculari (occlusione). La durata e il dosaggio del trattamento variano secondo l’età del paziente, l’entità dell’ambliopia e la collaborazione della famiglia del bambino.

Dott.ssa Ortottista Miriana Vassallucci

 

 

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